Tag

” Ho avuto il privilegio di insegnare tanti anni italiano in un Istituto professionale, dove già venti o trent’anni fa i ragazzi avevano in odio la scuola e in particolare la scrittura. Che cosa ho fatto? Primo, ho sempre proposto loro di scrivere a partire da qualche cosa di interessante. Un fatto accaduto a qualcuno di loro, una discussione in classe, un evento della vita pubblica che in qualche misura li avesse colpiti. Secondo, ho sempre preparato il testo. Cioè, non sono mai arrivato in classe il giorno dello scritto con le solite due o tre tracce più o meno a sorpresa, ma dicevamo sempre: su questo vale la pena scrivere qualcosa, queste osservazioni vale la pena metterle per iscritto. Quindi facevamo un lavoro di preparazione – prima in classe, poi, una volta un po’ consolidato il sistema, a casa – in cui ciascuno di loro metteva per iscritto, così come era capace, quel che voleva dire sull’argomento. Poi leggevamo insieme quei primi abbozzi – alcuni li leggevo io con l’autore, alcuni li leggevamo in classe a tutti, spesso chiedevo che leggessero loro gli uni quelli degli altri – in modo da mettere in evidenza i punti di debolezza e quelli di forza (devo a Roberto Filippetti l’uso della matita verde, cioè la sottolineatura dei passaggi o delle espressioni particolarmente felici: ha ragione, perché segnare sempre e solo gli errori? Scoprire che anche loro sapevano scrivere cose belle è stato per i ragazzi un potente aiuto a cercare di migliorarsi). Solo a questo punto arrivavamo alla stesura definitiva, anche questa non un lavoro strettamente individuale: incoraggiavo i ragazzi a chiedere consiglio a me, ma soprattutto a far leggere il loro lavoro a qualche compagno, per raccogliere da un lettore vero le ultime indicazioni e correzioni. Alla fine, qualche volta – non sempre – la raccolta dei loro testi diventava un fascicoletto per tutti. E devo dire che il fatto che scrivessero di una cosa che interessava, a qualcuno a cui il loro scritto interessava, che altri avrebbero letto – superato lo sconcerto iniziale, «ma come, prof, lo leggono anche altri??» – è sempre stata una spinta potente.”
from Diigo http://bit.ly/1KwK6Yc
via IFTTT

Annunci