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“La domanda è: come si fa a finire su giornali e tv? Semplice, basta mettersi contro qualche genitore (e/o politico) con le conoscenze giuste per smuovere i media. Il fatto non sussiste: non è stato cancellato il Natale, i concerti ci sono, le festicciole tanto amate dalle mamme pure, persino una tombolata di Natale (ma perché non se la fanno a casa invece che a scuola?). Anche a me è accaduto di esser minacciata a colpi di giornali: qualche anno fa mi brandirono la clava del “faccio uscire sui giornali che lei non vuol far fare teatro ai bambini” come risposta al mio “aut aut “o lasci la scuola pulita dopo il tuo corso di teatro o non fai più il corso, (perché non avevo collaboratori scolastici a disposizione per far pulire nel tardo pomeriggio le schifezze lasciate in giro da una associazione che utilizzava i locali della scuola, si prendeva i soldi dalle famiglie ma non pagava nessuno per pulire). All’epoca la cosa sfiorì, furono solo telefonate minacciose da parte di un paio di giornalisti che avevano i figli a scuola mia e volevano sollevare il caos. Evidentemente al mio collega è andata peggio. Contro quali genitori ti sei messo, caro collega? Sicuramente contro qualcuno che non vuole sentirsi dire no (esattamente come i loro figli). Come è potuto accadere tutto questo? Semplice, molto semplice. Può accadere a qualunque dirigente scolastico. Io penso che nella vita tutto torni e che genitori che non sanno ricevere uno “no” avranno figli che non accetteranno i “no” su questioni sempre più grandi, che cresceranno con loro. Per la serie: ognuno ha ciò che si merita. Purtroppo ci sono casi in cui non si possono salvare i bambini dai loro stessi genitori.”
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