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“Prolissi, ipertrofici, caotici. Nonostante il vento rivoluzionario portato dalle Indicazioni Nazionali, i manuali di storia per la scuola secondaria di primo grado continuano a proporre una elevata densità di informazioni in cui è spesso difficile sapersi destreggiare.

Chi scrive ha avuto l’opportunità di seguire, lo scorso week-end a Roma presso l’Istituto Marymount, un interessante corso di aggiornamento sulla didattica della storia tenuto dai docenti di Clio ’92, associazione che da oltre venti anni si occupa di ricerca teorica e applicata sui problemi dell’insegnamento e dell’apprendimento della storia. Ve ne riporto alcuni passaggi significativi.

“Non si può più rimandare, occorre passare dall’antico regime didattico, cioè devo fare il programma a tutti i costi, a un modo nuovo di insegnare la storia” – ha detto Ivo Mattozzi, docente alla Libera Università di Bolzano e presidente di Clio ’92 – “gli insegnanti devono porsi come obiettivo quello di aiutare gli studenti a dare senso alle loro conoscenze storiche per capire il presente”. Ma come selezionare ciò che servirà davvero a questo scopo tra i tanti fatti, i tanti approfondimenti, le tante risorse digitali presenti nei nostri testi? Possibile che sia tutto ugualmente capitale per la costruzione di un sapere davvero significativo?”
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