Lunch atop a Skyscraper

Lunch atop a Skyscraper (1932)

Una cosa che si ripete ogni anno e poco importa se l’anno prima hai già sentito le stesse cose.

Quest’anno il Corso-Formazione-Sicurezza è andato in scena venerdì 13 settembre 2013 ed è cominciato con diversi minuti di ritardo.

Il relatore si chiama Omissis. Il nostro referente per la sicurezza è Omissis.
Verrà effettuato un sopralluogo interno alle scuole. Da noi partiranno il 21 ottobre.

Concetto di rischio è fulcro del problema sicurezza. Il rischio è la probabilità che un evento avvenga e possa causare danni. Il rischio è presente anche nella scuola. In Italia abbiamo un morto sul lavoro ogni sei ore.

Fare sicurezza, al 90%, è usare il buon senso: all’origine degli infortuni c’è quasi sempre un errore umano. Ad esempio il trapano non si accende da solo (sic).

Per contribuire alla sicurezza occorre rispettare le leggi sulla sicurezza. Del resto le leggi, anche se non perfette, ci danno una linea di condotta visto che la sensazione di pericolo è soggettiva (fa l’esempio del pilota di moto). Le regole per la sicurezza esistono dal 1955. Attualmente la legge base è la 626, che fu rivista nel 2008. Venne emanato il decreto 81/2008, ad ora vigente. Il relatore ribadisce che il legislatore non sempre scrive leggi perfette. Attualmente sono maggiormente responsabilizzate le persone singole. Questo soprattutto per evitare di riconoscere l’infortunio e ridurre le spese di risarcimento. Ovviamente la formazione deve essere tarata in base al tipo d lavoro. Ciò che resta costante è la legge.

L’organigramma prevede un datore, il D.S., che è responsabile dell’incolumità dei dipendenti, un medico, un rappresentante dei lavoratori, un responsabile del servizio prevenzione e protezione che, nel nostro caso, è il relatore.
È fondamentale segnalare al datore di lavoro e al rappresentante tutti i problemi che si incontrano: la strada della sicurezza la si percorre tutti insieme (sic).
I lavoratori sono tutelati sul posto di lavoro e devono poter lavorare in un ambiente sicuro. In cambio devono rispettare le regole di sicurezza (ad es. usare gli attrezzi in modo opportuno).
Il rappresentate è solo il portavoce dei lavoratori che possono così effettuare delle segnalazioni anonime senza incorrere in mobbing e ritorsioni.
È opportuno ribadire che all’interno della struttura di sicurezza esiste un servizio di prevenzione e protezione: è il relatore.In ogni plesso deve essere presente la squadra di sicurezza. All’interno di ogni struttura è necessario che sia presente la cartellonistica per la sicurezza. Ultimamente si utilizzano, per ovvi motivi, i pittogrammi.

Emergenza, spiega il relatore, consiste in un evento fuori dell’ordinario. Occorrono pertanto dei piani di emergenza e delle squadre di emergenza. Dopo si valuta la situazione e si reagisce di conseguenza (ad es. se c’è un incendio si chiamano i pompieri).

Quando si procede ad una evacuazione occorre restare uniti e a raggiungere il punto di raccolta, ove si procede all’appello. È importante anche allenarsi a reagire a certi eventi.

Vengono poste alcune domande in merito alla sicurezza e alle “classi pollaio”. Dovrebbe esistere un documento con i dati relativi al numero di alunni per aula. Chi è che stabilisce qual è la capienza massima? Il datore di lavoro. Quando si accorpano le classi? Fare segnalazione al DS immediatamente. Però non si può fare nulla se non accettare gli alunni.

Procedura terremoto: se sei in prossimità dell’uscita, esci. In caso contrario cerchi una posizione di sicurezza e attendi.

Massima conclusiva: non esiste il rischio zero.

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