Tag

, ,

Complice il terremoto e quel che ne è seguito, mi trovo nuovamente tra le mani Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino. Ecco uno dei tanti momenti in cui Tony Pagoda riflette sull’età adulta…
 

copertina_sorrentino

Che vergogna! È un repertorio infinito di pene, l’età adulta. Una lenta cascata di inesorabili distruzioni. Palline di vecchiaia che rotolano nel corpo umano. Veloci come le biglie sulla spiaggia coi ciclisti disegnati da dentro. Si potrebbe andare avanti fino al proprio funerale. E anche lì rendersi conto, sì, che è stata poca roba, ma ne valeva comunque la pena. Per una semplice ragione. Non ci sono alternative.
O la vita o la vita.
E l’idea della saggezza, dell’esperienza, solo invenzioni. Alibi traballanti. Una misura tampone gonfia d’ aria. Un condono dell’esistenza. Tutte bugie. Prima giocavi da titolare, ora devi stare sempre in panchina, ma con gli occhi bendati, neanche guardare ti fanno. Quest’è.
Per questo, gira gira, gli adulti evitano accuratamente i giovani. Non vogliono ricordare, giustamente. E quando non li evitano, ci cascano dentro come provoloni. Si fanno male. Perché ricordano. Ma il ricordo non è la vita vera. È deludente il ricordo.
È opaco. Sbiadito. È un frammento di merda. E allora si crolla nel dormiveglia pomeridiano. Lì qualcosa si risveglia, il ricordo assume contorni più definiti. Sono istanti. Quando pensi di acchiapparli, stanno già bussando al tuo citofono altri adulti carichi di sofferenze e di routine. Da qualche parte, c’è sempre l’invito di qualcuno a scrollarteli di dosso, i ricordi. Un complotto mostruoso per abbreviare la dilatazione.
Volevamo la poesia, abbiamo raccattato i malanni.
 
Paolo Sorrentino, Hanno tutti Ragione, Feltrinelli, 2010
Annunci