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Una rapidissima premessa

Uno dei problemi più sentiti da chi si occupa di insegnamento della storia
riguarda la necessità di renderne significativo l’apprendimento e di evitare che gli allievi si limitino ad uno studio esclusivamente o prevalentemente mnemonico. Abitudine difficile da estirpare perché esiste una annosa tendenza in questa direzione, perché è più facile imparare a memoria che sforzarsi di capire, perché il tipo di performance richiesto dalla scuola può essere aggirato con questa scorciatoia.

L’apprendimento significativo avviene quando le nuove conoscenze e abilità si integrano con le preconoscenze producendo un mutamento nella struttura del nostro sapere. È parere di Joseph Novak che tale tipo di apprendimento possa essere agevolato dal ricorso alle mappe concettuali. In particolare sembra legittimo ravvisare una forte analogia tra il modo in cui incameriamo le informazioni all’interno della nostra rete di conoscenze e la costruzione di mappe concettuali (mind maps). Dal punto di vista della costruzione di una cultura storica la creazione di mappe concettuali fa sì che il soggetto in fase di apprendimento sia stimolato a rendere esplicite le relazioni tra i concetti e la loro gerarchizzazione e favorisce quindi la comprensione del fatto storico studiato.

Le mappe possono essere utili nel momento in cui l’argomento viene presentato alla classe e in cui si raccolgono i dati sulle conoscenze pregresse, ma in questo caso la mappa serve solo come anticipatore cognitivo. Maggiormente utili nel momento “conclusivo” in cui viene rielaborata la conoscenza storiografica che è stata oggetto di studio e analisi .

Un ottimo software per la realizzazione di mappe concettuali è CmapTools, sviluppato dall’Institute for Human and Machine Cognition (IHMC).

Ok, ma nella pratica?

Le caratteristiche della mappa concettuale sono le seguenti:

  • rappresenta una piccola porzione di sapere che risponde ad una specifica domanda;
  • è costituita da nodi concettuali (un nodo, un concetto);
  • i nodi concettuali sono collegati mediante relazioni (linee provviste di un’etichetta che espliciti la relazione che collega i concetti).

Per realizzare una buona mappa concettuale occorre quindi:

  • esplicitare la domanda focale (dobbiamo formulare con chiarezza la domanda alla quale vogliamo rispondere con la nostra mappa);
  • inserire l’etichetta per l’argomento, i concetti principali e i concetti secondari;
  • collegare i diversi concetti con relazioni semplici e chiare.

Un esempio semplice semplice

Se la nostra domanda focale fosse Chi è Babbo Natale? Potremmo individuare come concetti basilari i seguenti: slitta, vestito rosso, barba bianca, costituzione robusta, regali, renne, bambini etc.

Le nostre relazioni potrebbero essere semplici voci verbali (usa –> la slitta; consegna –> i regali) o espressioni formate da verbi e preposizioni (trainata da –> renne; riconoscibile per –>vestito rosso; caratterizzato da –> barba bianca).

Un esempio fatto molto bene

Un esempio di mappa concettuale, realizzata con Cmap, che spiega come procedere alla realizzazione di una mappa.

Un altro esempio

Un esempio sui Normanni, realizzato con Cmap tools, in questo blog.

I concetti

Una delle difficoltà, dopo che l’alunno ha studiato l’argomento X e si appresta a rielaborarlo in forma di mappa concettuale, consiste nel riconoscere che cosa è concetto e che cosa è connessione.

Il concetto viene definito da Novak come una regolarità percepita in oggetti/eventi e contraddistinta da un’etichetta (una parola o una locuzione). Proviamo a capire. Gigi ha quattro anni, cammina e vede un oggetto che chiama “albero” (sua mamma gli ha detto che quell’oggetto si chiama così). Continua a camminare e vede un altro oggetto. L’oggetto è un altro ma lui lo chiama “albero”. Lo chiama così perché percepisce una regolarità (le foglie verdi, il tronco di legno, le dimensioni…) che gli consente di accomunare il primo oggetto al secondo. Fa la stessa cosa con vari concetti-oggetto (pallone, automobile) e con vari concetti-evento (festa di compleanno, visita medica).

Gineprini-Guastavigna, per agevolare la comprensione, propongono altri tipi di concetto. Ne elenco alcuni, con qualche esempio.

  • Concetti-evento – Trattato di Campoformio, Marcia su Roma, Rivoluzione Bolscevica.
  • Concetti-tempo – Primo dopoguerra, Età della restaurazione, Età contemporanea.
  • Concetti-oggetto – Trincea, Baionetta, Sommergibile.
  • Concetti-persone – Borghesia, Proletariato, Aristocrazia.
  • Concetti-astrazione – Indipendenza, Libertà, Unità, Vittoria.

I collegamenti

Per far sì che la mappa sia chiara occorre esplicitare la natura delle connessioni che intercorrono tra i concetti.

Anche in questo caso può essere conveniente elencare i possibili tipi di relazione e giustapporre a questi qualche esempio.

  • Collegamenti inclusivi – indicano la relazione tra un concetto e altri concetti compresi nel primo; sono espressi da relazioni come comprende, si divide in, è composto da etc.
  • Collegamenti di causa-effetto – indicano la relazione tra un concetto causa e un concetto conseguenza; sono espressi da relazioni come causò, determinò, provocò.
  • Collegamenti di fine – indicano la relazione tra un concetto e il concetto che ne rappresenta lo scopo; sono espressi da relazioni come per, al fine di, con lo scopo di.
  • Collegamenti temporali – indicano la relazione tra un concetto e il concetto che lo contestualizza dal punto di vista cronologico; sono espressi da relazioni come nel, durante, al tempo del.
  • Collegamenti spaziali – come il precedente ma con riferimento allo spazio; sono espressi da preposizioni come in, a, nel o da verbo + preposizione (avvenne a, iniziò in).
  • Collegamenti transitivi e predicativi – indicano l’azione computa da un concetto nei confronti di un altro e sono espressi da forme verbali (Cesare –> conquista –> la Gallia; Leone XIII –> scrisse –> la Rerum novarum; Carlo V –> fu eletto –> imperatore del S.R.I.).

Per sistemare questi due appunti, oltre a Joseph Novak, ho tenuto in considerazione l’ottima riflessione di Gineprini e Guastavigna, in Mappe concettuali nella didattica.

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