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vargas«Ancora due cose,» disse Marc accompagnandolo alla porta. «Sappia che il suo untore non è quel pestologo esperto che vuol far credere. La sua erudizione ha dei limiti.»
«Ha fatto degli errori?»
«Sì.»
«Dove?»
«Il carbone, la “Morte nera”. È un’immagine, un qui pro quo. Pestis atra significa “morte orribile”, e non “morte nera”. I corpi degli appestati non sono mai stati neri. Qualche macchia bluastra qui e là, a dir tanto. È una leggenda nata in un secondo tempo, un’errata credenza popolare. In realtà è tutto falso. Quando il suo uomo annerisce i corpi si sbaglia. Anzi, prende un’enorme cantonata.»
«Ah,» fece Adamsberg.
«Conservi il suo sangue freddo, commissario,» disse Lucien uscendo dalla stanza. «Marc è un po’ pignolo, come tutti i medievisti. Si perde nei dettagli e non vede l’essenziale.»
«E sarebbe?»
«Ma la violenza, commissario. La brutalità dell’essere umano.»
Marc sorrise e si scansò per lasciar uscire Lucien.
«Cosa fa il suo amico?» domandò Adamsberg.
«La sua occupazione principale è irritare la gente, ma non è retribuita. È un’attività che svolge gratuitamente. In via subordinata è un contemporaneista, uno specialista della Grande Guerra. Tra noi ci sono dei conflitti epocali.»

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