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Si tratta essenzialmente di un metodo per promuovere l’esercizio di strategie metacognitive.

Il sistema è molto semplice e si concretizza nella compilazione di una tabella (KWL chart o KWLH chart).

KWL è l’acronimo di “what we Know”, “what we Want to know”, e “what we Learned”.

Al KWL di base viene talvolta aggiunta una che sta per “How…”. Un “come” che, a seconda del livello del soggetto in fase di apprendimento, potrà tradursi proficuamente nelle seguenti possibilità:

a) come potremmo approfondire (How we can learn more?);

b) come possiamo imparare ciò che desideriamo imparare (How can we find out what we want to learn?) .

Ne segue che potremo parlare di KWHL (come abbiamo fatto) o di KWLH.

La trasposizione operativa per integrare il metodo nella quotidiana pratica didattica consiste nel mostrare agli allievi come utilizzare la tabella KWHL (e nel chieder loro di redigerla). Una semplice tabella dedicata all’argomento di studio, divisa nelle quattro colonne K, W, H ed L, che la classe e gli alunni dovranno compilare (in un primo momento attraverso un brainstorming guidato).

Si tratta quindi di annotare l’argomento di studio a mo’ di titolo e, a seguire, esplicitare le preconoscenze, definire i bisogni formativi, annotare la metodologia e gli strumenti utilizzati, elencare le conoscenze apprese.

Argomento: ……………………………………………….

Know

Want

How

Learned

Che cosa conosco di questo argomento? Che cosa desidero imparare? Come posso imparare ciò che voglio imparare? Che cosa ho imparato?
   
   

Per gli allievi più giovani potrebbe essere opportuno aggiungere all’acronimo una A (actions) e una Q (questions): quali atti concreti possono rappresentare il seguito naturale di ciò che ho imparato? Quali domande nascono dalle nuove conoscenze?

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